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Come hai potuto?

di Senza Vergogna

03/06/2007 - 18:01


Questo racconto meritava di essere pubblicato in questo Blog perchè, come recita il "frontespizio" di "Senza Vergogna" è "la cosa più illeggibile" - perchè mi ha procurato dolore e rabbia nel leggerlo - "più terribile" - perchè leggendolo mi ha fatto veramente piangere e sentire disagio - "senza fantasia" - perchè è pura e semplice verità; è ciò che accade quotidianamente in Italia e nel "mondo cosiddetto civile". Potrei continuare a descrivere le sensazioni dolorose, di rabbia, sconforto, etc... ma mi fermo e dico che: "stavolta non deve essere "Senza Vergogna", chi ha scritto questo racconto, ma chi pratica il criminale e sistematico abbandono e maltrattamento verso gli animali, colpevoli solamente di amarci incondizionatamente e quasi sempre abbandonati per strada o in canili, spesso lager, maltrattati ed umiliati nella loro dignità. Lasciati al loro destino, quasi sempre di sofferenze e di morte. Ringrazio di cuore la mia amica e collega, Manù Badiali, per aver segnalato questo racconto.
 
(Senza Vergogna)
 

 

 

Nota dell'autore:

Se "Come hai potuto?" ti ha fatto piangere mentre lo leggevi, così come ho pianto io mentre lo scrivevo, è perché è la storia di milioni di "animali da compagnia", che in passato avevano un padrone e che ogni anno muoiono nei rifugi per animali in America e Canada (come anche in Italia!n.d.t.). Chiunque voglia distribuire questo scritto per scopi non commerciali è ben accetto, purché sia correttamente riportata la nota sul copyright. Per favore, utilizzate questo scritto per aiutare l'educazione, nel vostro sito, nelle newsletter, nei rifugi per animali, negli ambulatori veterinari e nei bollettini.Dite alla gente che la decisione di accogliere un animale in famiglia è una decisione importante per la vita, quegli animali meritano il nostro amore e cure sensibili, che trovare una nuova casa idonea per il vostro animale è una vostra responsabilità e qualunque associazione umanitaria locale o lega per la difesa degli animali può offrirvi buoni consigli, e che ogni vita è preziosa. Per favore, fate la vostra parte per fermare le uccisioni e favorire le campagne per la sterilizzazione per prevenire nascite di animali indesiderati.   Jim Willis

 

 

 

Il Racconto....

 

 

"Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e ti ho fatto ridere. Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali squarciati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore amica. Ogni qualvolta facevo la "discola " mi agitavi il dito davanti al naso e mi chiedevi: "Come hai potuto?", ma poi cedevi e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina. La mia educazione casalinga fu un po' più lunga di quel che pensavi, perché eri molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme. Ricordo le notti in cui mi rannicchiavo vicino a te nel letto ed ascoltavo le tue confidenze ed i tuoi sogni segreti e credevo che la vita non sarebbe potuta essere più perfetta. Andavamo a fare lunghe camminate e corse nel parco, giri in macchina, fermate per il gelato (per me solo il cono perché "il gelato fa male ai cani", dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che tornassi a casa alla fine della giornata. Impercettibilmente, hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla tua carriera e a dedicare più tempo alla ricerca di una compagna umana. Ti ho aspettato con pazienza, consolandoti comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato. Lei, che ora è tua moglie, non è "persona da cani", ma le ho dato comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a dimostrarle affetto e obbedendole.... Ero felice, perché tu eri felice.

 

Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal loro odore e avrei voluto far loro da madre. Solo voi due potevate temere che potessi far loro del male, ma ho passato la maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh, come avrei voluto amarli, ma sono divenuta una "prigioniera dell'amore". Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi, esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso. Di loro, adoravo tutto e le loro carezze - perché le tue carezze erano ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla morte, se fosse stato necessario. Avrei voluto sgusciare dentro i loro letti ed ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti, ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare il rumore della tua auto." (clicca per leggere tutto il racconto...)



 

Libro Consigliato:

Anne e Daniel Givaudan: Il Popolo degli Anima-li  [Ed. Amrita]

 

RESPIRARE DI PACE

di Senza Vergogna

12/05/2007 - 05:41


L'umorismo è la migliore forma di immunità contro il fanatismo e l'odio. L'ironia, e soprattutto la capacità di ridere di noi stessi. Se dovessi basare le relazioni universali tra gli esseri umani su qualcosa di preciso, non sceglierei l'amore ma un minerale diverso e più prezioso: l'ironia, l'autoironia"

 

 

 

 

Esistono tantissime Danze, che nel corso dei secoli e nell'evolversi di questa umanità rissosa e prevaricatrice, sono nate e sono state danzate per fini molteplici e diversi. Danza come preghiera, magari a "Dei sordi e insensibili" al dolore degli umani. Danze propiziatorie, danze scaramantiche, danze rituali, danze questuanti. Quante danze gli esseri umani si sono inventate per chiedere qualunque cosa a chiunque, per sorridere e per piangere, per vivere o per morire, per far nascere o per uccidere, per sposare, per abiurare, per ritrovarsi o per lasciarsi, per partire o per tornare, per far pace o per litigare. La Danza della Pioggia, la Danza della fertilita', la Danza del venire al mondo, la Danza della sua dipartita. In tutto e con tutto questo umano Danzare, si sono sempre celate le fragilità, le paure, le angosce, le incertezze degli esseri umani, in quanto imperfettamente consapevoli di tutto ciò e del loro libero arbitrio al male, piuttosto che al bene e viceversa. "...ancora non è contenta, di sangue la belva umana...  ...io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare, a vivere senza ammazzare...." Così ha scritto Francesco Guccini nella sua Auschwitz.   Allora, per una volta, assistiamo, guardando e ascoltando il video, alla Danza della Pace, ballata, in tutta la terra, negli angoli più lontani e desolati del pianeta, da esseri umani vogliosi di pace e prosperità per ogni singolo essere vivente in questo stupendo sasso dell'universo più periferico chiamato TERRA. Che sia l'aurora di un nuovo giorno? Accompagno la visone e l'ascolto del video con il testo, scritto dal compianto John Lennon: IMAGINE. Mi sembra l'ideale auspicio per questa stanca e impaurita, ma mai doma, Umanità.

"Immagina non ci sia il Paradiso prova, è facile Nessun inferno sotto i piedi Sopra di noi solo il Cielo Immagina che la gente viva al presente... Immagina non ci siano paesi non è difficile Niente per cui uccidere e morire e nessuna religione Immagina che tutti vivano la loro vita in pace.. Puoi dire che sono un sognatore ma non sono il solo Spero che ti unirai anche tu un giorno e che il mondo diventi uno... Immagina un mondo senza possessi mi chiedo se ci riesci senza necessità di avidità o rabbia La fratellanza tra gli uomini Immagina tutta le gente condividere il mondo intero... "    

 

"Non voglio regali non voglio saltare di gioia. Desidero un’isola quieta ove accogliere tutti i fratelli. Nutrirmi di fiori vestirmi di foglie respirare di pace. Scaldarmi con l’alito tenero e il vigore di una stretta sincera.

Ascolterei le fiabe afgane il lamento delle donne cecene le meraviglie degli americani e quelle degli australiani il canto degli asiatici e degli europei la filosofia degli indiani il dolore dei palestinesi e degli israeliani.

Ballerei le danze africane nutrirei tutti i bimbi affamati. Pregherei con gli ebrei Mi addormenterei con la Bibbia e il Corano.

Ma voi, potenti, non nascondete il sole non rubate il mare non avvelenate il vento non fate precipitare le stelle perché ognuno trovi nel cielo il suo mondo fantastico e vero che, solo, affascina il cuore.

                   Clicca qui 

Guarda il video clicca QUI

ovvero: "La breve fine di un lungo amore"
  
 
 
 
Mentre leggi puoi ascoltare "due donne" della Paola Turci. 

 

(Clicca la foto per ingrandirla) La fine definitiva, in termini di ricordo, fatto di immagini e parole, della storia d'amore fra Federica  e Stella, nell'anno 2025 e, come sempre, dall'inizio dei tempi, sia nel reale, sia nel virtuale, alla fine, ci sara' una delle due che, da sola, decide per entrambe, e l'altra delle due che, da sola, soffrira' in solitudine, restando attaccata a quell'amore. Nulla di nuovo sotto il sole, anche nell'anno 2025. Cambia la "forma" ma la "sostanza" resta uguale.... sempre!

Buona lettura....  

 

Federica arrivò al luogo dell'appuntamento in leggero ritardo. Stella era già lì che la aspettava e sembrava piuttosto nervosa.

- Ciao, scusa il ritardo. - disse Federica

- L'hai portato?

- Si, ce l'ho con me, ma tutto questo mi sembra una follia.

Stella si limitò a fissarla con i suoi occhi di un giallo impietoso, dopodiché entrò nel caseggiato alla sua destra che recava la scritta CCC. Federica sospirò e la seguì. Percorsero un lungo corridoio semibuio che le condusse al box che Stella aveva affittato. C'erano due consolle collegate a due schermi posti uno di fronte all'altro.

Le due ragazze presero posto e si ritrovarono a fissarsi negli occhi.

- Non posso credere che tu voglia farlo veramente. - disse Federica

- Tira fuori il chip ed inseriscilo, per favore.

Federica non si mosse. Aveva una gran voglia di alzarsi e andarsene, ma non sarebbe stato giusto nei confronti di Stella. Lei ormai aveva preso la sua decisione. Tutto quello che Federica doveva fare era rispettarla, quindi tirò fuori il suo chip, lo inserì nella consolle ed indossò la cuffia corticale che l'avrebbe collegata al terminale. Stella fece altrettanto. Gli schermi si attivarono mentre il contenuto dei chip veniva caricato. Stella digitò qualcosa sulla sua tastiera e sullo schermo di Federica apparve una scritta.

PREMERE IL TASTO "ESC"

La ragazza lanciò un'occhiata alle immagini che scorrevano sullo sfondo e che si riferivano alla sua dolcissima, intensa e irripetibile storia d'amore con Stella.

- Cosa stai aspettando? - le chiese Stella con tono tagliente

Federica la guardò e poi premette il tasto Esc. Un'altra scritta apparve al posto di quella precedente.

TUTTE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NEL CHIP ANDRANNO PERSE

CONTINUARE? [SI] [NO]

Stella si tolse la cuffia corticale e la guardò. Aveva cambiato espressione e questo significava che aveva scelto il [SI]. Federica se ne sorprese anche se non avrebbe dovuto. Era tutto finito, non si sarebbe più ricordata di lei. Il suo chip dell'amore era stato cancellato. Stella si alzò e se ne andò senza dire nulla.



(clicca la foto per ingrandirla) Federica la guardò allontanarsi, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime. Poi tornò a guardare lo schermo e alla fine premette [NO]. Venire sin lì a cancellare i rispettivi chip era stata un'idea di Stella, non sua. Lei non aveva mai avuto intenzione di dimenticare nulla di quello che in passato le aveva cosi dolcemente, intensamente e irrepetibilmente legate. Recuperò il chip e lo ripose in tasca. Quindi lasciò il Centro Cancellazione Chip, dove la persone si recavano per dimenticare altre persone con le quali non volevano avere più nulla a che fare.

 

 

 

 


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Guarda il video clicca QUI




Scrivo a te poche righe di metallo. Sarà l'unica cosa a ricordarti me e il mio passaggio in questa casa…"

 

Scrivo a te poche righe di metallo. Sarà l'unica cosa a ricordarti me e il mio passaggio in questa casa quando i pancali della posta col materasso di tua zia e il tavolo Ikea comprato a metà erano gli unici arredi. Bei tempi. Non avevamo la linea telefonica, ci arrangiavamo con un cellulare… ora arrivano bollette che ci prosciugano metà stipendio e ancora litighiamo per chi delle due ha più diritto d'accedere a internet in orario notturno. Fame. Fame di cose che non ho avuto, non mi hai dato, non ho cercato. Non eri tu, o forse lo sei stata, la donna di una stagione, finita, annullata, sbiadita, incarnata, comunque rimasta dentro. Finita però. Sì lo giuro com'è vero che ho messo su il caffè un'ora fa e non l'ho ancora bevuto, lo giuro sulla rabbia che ho di voler riprendermi la vita che ho confuso con la tua. Vita. Uscire e raggiungere chi avrà sorrisi per me, chi avrà tempo per le mie lacrime, chi avrà tempo per ridere delle mie storie. Tieniti "L'insostenibile leggerezza dell'essere", io Thomas ce l'ho dentro sei stata tu il mio Thomas. Tieniti Kundera, internet in notturna, le bollette da panico, i mobili Ikea che si spezzano con un grissino, tieniti foto, lettere, poster, cd, i biglietti del concerto di Fossati, quelli del concerto di Madonna, tieniti le rose che hai fatto seccare come tutto del resto. Non piango. Tengo duro mi aggrapperò alle grucce dell'armadio tirando via i miei vestiti, camice, pantaloni, giubbotti, cos'è mio cos'è tuo, mutande nello stesso cassetto stessa taglia, farò che me ne prendo un po', le prime venti che mi capitano fra le mani. Tengo duro, guarderò dalla finestra la magnolia nel giardino di Beatrice, il cielo come lo si vede da qui che non sarà più lo stesso cielo neanche andassi a vivere su una nuvola. Piccolo mondo, il nostro, stretto, arroccato all'ultimo piano di un palazzo vecchissimo del centro.

 

Penso ai baci. Tanti, piccolissimi e leggeri come noi il giorno che ci siamo venute ad abitare in questo buco. Penso al crocefisso che volevi appendere col ramoscello d'ulivo, penso alla mia arrendevolezza nel dirti sì, penso al giorno che sei arrivata e l'hai tolto per metterci un piccolo canestro e farti qualche lancio nei momenti di stress. Tutto si è trasformato l'amore e poi il sesso e poi l'affetto e la complicità. Siamo state semplici e complicate e siamo diventate sempre più ingombranti e poi schive e infine inutili a noi stesse e distanti. Adesso esco. Preso quello che volevo prendermi, ti lascio il metallo. Basta nostalgia di ricordi che adesso fanno male, basta tende da tirare, basta sacrosanti numi da bestemmiare per tutte le volte che le cose non erano dove le volevi tu. Basta. Ti auguro di filtrare quanto è stato non ora ma un giorno lontano di un futuro che è fuori da quella porta, spero che quel giorno dopo giorni mesi anni di assenza ci guarderemo meno estranee di adesso.

 

Ti auguro di gettare il computer, il cellulare, ti auguro come lo auguro a me di viverti vita vera di persone, sensazioni, odori e visi e canzoni suonate. Arrivederci a te a quello che sei stata ai grazie che ti ho detto alla voce che avevi al mattino "buongiorno amore", grazie ai ciondoli, al tatuaggio che mi accompagnerà sempre, fatto quando credevo al "x sempre". Grazie al cigolare del letto che faceva da controcanto ai nostri respiri, grazie a un passaggio veloce o lunghissimo, non so quanto tempo davvero siamo state felici, comunque grazie. Comunque.
 

"Fermate il Mostro"

di Anna Russo

14/04/2007 - 22:43

"Fermate il mostro"

Manifestazione - protesta popolare cittadina contro la discarica  "Lo Uttaro"  dell' 11 febbraio 2007 a S. Nicola La Strada(Caserta), ripresa dalle telecamere del programma Anno Zero Rai 2 condotto da Michele Santoro.

Video

 


Leggete e ascoltate la canzone: "Fermate il Mostro", lo Slogan  che sta accompagnando le manifestazioni contro la discarica Uttaro  (provino registrato in maniera semplice dall'autrice Agnese Ginocchio 

 
 
Il testo e la canzone si possono utilizzare liberamente. Per l'uso e la diffusione della stessa si prega di citaresempre  l'autrice, cantautrice per la pace.

Gli aggiornamenti sulla questione sono disponibili agli indirizzi:


http://verdisannicola.blog.kataweb.it


www.corrieredisannicola.it

 

 


Il popolo era nel caos, era oppresso e angosciato: l'antica sapienza era stata dimenticata, i tempi erano giunti, la profezia si sarebbe avverata e tutto ciò che era stato costruito sarebbe stato sommerso dalle acque.


Fu così che un contadino si mise in cammino verso la grotta per un pellegrinaggio propiziatorio per il suo raccolto, recando in offerta una pannocchia di mais.

Un porcospino attraversò il sentiero e invece di fuggire spaventato si acquattò tra l'erba e fissò il contadino. Aveva fame il porcospino, ed il suo sguardo sembrava chiedere cibo.


Il contadino era una persona sensibile, ma aveva portato la pannocchia per offrirla al divino ananas, per assicurarsi un buon raccolto. Era stanco, si sedette anche lui fra l'erba e cominciò lentamente, quasi senza pensare, a togliere i chicchi dalla pannocchia, a spanderli a terra e lasciare che il porcospino si avvinasse e mangiasse.
Il porcospino mangiò e crebbe, crebbe a dismisura e si trasformò in un bozzolo di luce  e fuoco che prese a muoversi in direzione della caverna. La caverna della nascita gli incuteva un timore reverenziale, sapeva che non poteva entrare e tuttavia il bozzolo di luce gli indicava proprio quella via.
Le tre sorelle sacerdotesse erano in piedi e lo attendevano. Potevano finalmente rivelare i loro segreti.
 
Lucinda: -La profezia si avvererà se non si ritroverà l'unità tra corpo, mente ed anima.
Sonia: - La profezia si avvererà se l'uomo resterà insensibile al suo cuore ed ai segnali che questo gli manda.
Mira: - La profezia si avvererà se l'uomo non vincerà il suo timore di spingersi oltre ed osare per vedere finalmente il sacro.
 
Il contadino fu così scosso da queste rivelazioni che divenne portatore dei messaggi sacri e riavvicinò il popolo alle verità dello spirito.

Il continente perduto va ancora alla deriva, ma possiamo trovarlo dentro di noi.
 
(Ho scritto questo breve racconto tanti anni fa , nel 98 mi sembra, in un'ora e di getto ... e si vede! E' molto ingenuo e forse un po' ridicolo, ma l'ho sempre conservato perchè mi è uscito con tanta facilità da dentro  come l'avessi già avuto in testa o mi fosse stato dettato. In seguito una mia amica burattinaia mi ha chiesto di illustrarlo per poterne fare dei librettti da vendere nelle piazze durante gli spettacoli dei burattini). By Marni

Circa 3mila persone hanno partecipato alla Marcia di Pasqua "per la moratoria subito delle esecuzioni capitali". Il corteo è partito dalla piazza del Campidoglio a Roma. In testa lo striscione dei Radicali e di 'Nessuno tocchi Caino', tra gli organizzatori. Davanti allo striscione il leader radicale e ministro Emma Bonino. Con lei, tra gli altri, il sindaco di Roma Walter Veltroni (il Campidoglio ha dato il patrocino alla Marcia) e molti personaggi del mondo della politica e delle istituzioni: tra questi il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ("sono contro la pena di morte per motivi religiosi"), il leader radicale Marco Pannella, rappresentanti del governo come il sottosegretario Paolo Cento.

Questo è stato il percorso completo fatto dai partecipanti:

P.za del Campidoglio; P.za Venezia; Via IV Novembre; Via XXIV Maggio; P.za del Quirinale;Via Dataria; Fontana di Trevi; P.za Colonna – Palazzo Chigi sede del Governo italiano; P.za Montecitorio – Camera dei deputati; P.za Capranica; Pantheon; Via Giustiniani – Senato della Repubblica;P.za Navona; Corso Vittorio; Via della Conciliazione; P.za San Pietro.

 

 

 

(clicca la foto e guarda il filmato della marcia) La parola d'ordine della marcia e' "Moratoria subito". "Questa - ha spiegato Emma Bonino - e' una marcia 'per' e non 'contro'. A sostegno di una volontà politica che il governo italiano ha già manifestato. Noi - ha aggiunto - vogliamo che questa volontà si traduca in un atto concreto". Perché, ha spiegato Veltroni, "nessuno stato ha il diritto di uccidere". Il corteo si è concluso in Piazza San Pietro per ascoltare il messaggio Urbi et Orbi del Papa. Gli organizzatori speravano in un messaggio contro la pena di morte da parte del Pontefice, che però non è arrivato. Commentando la manifestazione di oggi, il premier Romano Prodi ha detto che il governo sta "facendo davvero una battaglia seria perché la  moratoria avvenga". "Il clima internazionale è migliore di qualche tempo fa ma ci sono ancora ostacoli molto, molto forti perche' alcuni tra i grandi  paesi mondiali applicano sistematicamente la pena di morte e reagiscono ad ogni cambiamento". "In questo momento è solo l'Italia che spinge per la moratoria", poi conclude: "O va avanti il tentativo italiano o bisogna rinviare di nuovo la soluzione del problema".

 

Clicca QUI e firma la petizione per la moratoria sulla pena di morte sul sito di "Nessuno tocchi Caino" 

 

Fonte: R.A.I. News

Svergognata supercinica!

di A. M.

05/04/2007 - 08:57

Come mollare il marito senza rovinarsi il make-up
di Karina Mellinger
traduzione di Federica Alba
Pag. 256 - Euro 14,00
ISBN 978-88-8237-133-3

 

<Laura non fa mai sesso durante il giorno:
è una cosa che non si concilia con la sua acconciatura
e il suo perfetto make-up.

Così comincia il libro di  Karin Mellinger e così la sua scheda editoriale prosegue. Che fare... leggerlo?

 

"Il sabato mattina di Laura è cominciato in modo decisamente seccante: la casa da sistemare per l’evento mondano della sera, la donna delle pulizie in ritardo, quell’invadente della madre in visita. Ma il peggio è stato inventarsi tutte quelle scuse per sottrarsi alle voglie mattutine di suo marito David.
Improvvisamente, Laura capisce. Ormai tutto, di David, le risulta insopportabile. A parte i soldi, ovviamente. Deve lasciarlo quella sera stessa. Il punto è che non riesce a trovare un motivo valido. Insomma, non puoi mica andare da tuo marito e dirgli che lo molli, dopo quindici anni di matrimonio, solo perché quando fa colazione la cucina sembra un campo di battaglia e ha un dente che gli sporge perpendicolarmente dalla bocca. Oltretutto dovrà renderne conto a sua madre, che dal genero si fa pagare uno spazioso attico a Evelyn Gardens‚
Ecco, se lui avesse un’amante, sarebbe tutto più facile. Comprese le successive questioni economiche. Ma David non ce l’ha, un’amante. Figurarsi, lui, così fedele e premuroso. Come trovargliene una, entro sera? Magari cercando su internet. O forse, infilandogli nel letto la domestica slava‚
Tra costosi oggetti di finto antiquariato e improbabili amplessi nel garage, una graffiante commedia degli equivoci, per raccontare una crisi matrimoniale che, lungi dallo sconvolgere troppo gli interessati, mette comicamente a nudo splendori e miserie della vita coniugale."

 

 

Quest'anno ne massacreranno "solo" 270mila

 

 

ATTENZIONE: Questo é il link per poter scaricare il video sotto di caccia alla foca, é sconsigliato a gente particolarmente sensibile

 

 

 

Questi sono i numeri del massacro che ha fissato il governo canadese, per le foche che potranno essere barbaramente assassinate questa primavera, invece, "bontà sua", delle 335mila massacrate nel 2006. La riduzione del numero, delle foche che verranno assassinate quest'anno, non nasce dall'indignazione per le immagini e fotografie, sconvolgenti per bestiale crudeltà e completa cinica insensibilità, che mostrano, in maniera inequivocabile, come vengono assassinate le foche, né per le battaglie condotte dalle associazioni ambientaliste ed animaliste di tutto il mondo, come la L.A.V. o l'International Fund for Animal Welfare, ma bensì allo scioglimento dei ghiacci nelle "zone interessate alla caccia". I canadesi impegnati in questo massacro, si calcola siano circa 6mila. Una violenza e una barbarie autorizzata dal Department of Fisheries and Ocean  Canadese che negli ultimi quattro anni ha comportato l'uccisione di oltre un milione e trecentomila foche.

 

 

<In questi giorni circola nel mondo un video choc nel quale si vede una mamma "come impazzita che stringe forte al petto come solo una mamma può fare il proprio cucciolo. Lo attacca penosamente ai capezzoli nel tentativo di allattarlo. Disperatamente cerca di rianimarlo. Poi, dopo più di un'ora di tentativi, quando capisce che il suo piccolo, tutto inzuppato di sangue, è ormai senza vita, lo adagia sulla neve e lì, gemendo, ha atteso. E la morte, per lei, come prima per il suo cucciolo, è arrivata terribile, a furia di bastonate". Sapete come si ammazza un cucciolo di foca? L'importante é stare attenti a non sporcare di sangue la pelliccia, dopo poco importa se l'animale é ancora vivo mentre lo scuoiate. Un team di veterinari indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate erano state scuoiate vive.

 

Brian Davies fotografo, documentarista e fondatore della IFAW (www.ifaw.org) assistette una volta all'uccisione di un piccolo di foca, ecco il suo straziante racconto:

 

"....aveva appena otto giorni. Era solo una palla di pelo bianco con due grandi occhi neri. Si avvicinò strisciando sul ghiaccio verso la prima figura umana che vide. Come tutti i cuccioli era allegro e curioso verso tutto ciò che lo circondava. Ma quell'uomo gli fracassò il cranio con una mazza da baseball e lo scuoiò vivo sul ghiaccio. Le sue grida e quelle della madre mi trafissero lo stomaco. Quando lo strazio finì, vidi un piccolo cuore che batteva in un corpo senza più pelle. La madre disperata si abbandonò accanto a lui sulla neve rossa. Dai suoi occhi lucidi scesero grosse lacrime. Ed io piansi accanto a lei."

 

 

 

<L'Italia ha finora avuto un ruolo primario nel commercio delle pelli e di altri prodotti di foca, ed è inoltre uno dei principali Paesi trasformatori di tali prodotti. Sul sito della LAV (www.infolav.org) sono disponibili maggiori informazioni e soprattutto una petizione che è possibile firmare per chiedere al governo di "vietare, come già avvenuto negli Stati Uniti e in Belgio, l’importazione, la detenzione, la trasformazione, la vendita e l’esportazione di pelli, parti o derivati di foca destinati alla produzione o al confezionamento di pellicce, capi di abbigliamento, articoli di pelletteria o altri prodotti".

Firma qui la petizione

 

Il continente perduto

di marni

01/04/2007 - 16:15

Il mare lo circondava e lo allontanava: era il continente perduto


andava alla deriva fra le onde. Una profezia terribile incombeva su questa terra dimenticata: sarebbe scomparsa, sarebbe sprofondata, sarebbe stata dimenticata.....


In questa terra vivevano tre sorelle: Lucinda  ( Luce), Sonia ( Sogno) e Mira ( Visione). Erano sacerdotesse e custodivano nella grotta della nascita un ananas sacro per tutto il popolo del continente perduto. Erano anche depositarie di tre segreti che avrebbero cambiato il destino della loro terra se fossero stati rivelati alla persona predestinata.

Questi segreti e questa sapienza si tramandavano di generazione in generazione nella grotta della nascita custodita dalle donne. In questo antro era  impossibile per gli uomini entrare: solo le donne, il popolo delle sorelle, ne aveva l'accesso e custodiva l'ananas, simbolo del divino, dell'abbandanza, della rinascita. (Continua....)  Alla prox puntata 
 

Un video fresco fresco e divertente sperando non scandalizzi nessuno...


 

Certo che pubblicizzare l'alito fresco, associandolo con un peto, non sarà stata una bella associazione ma, almeno, si discosta dalla solita e scontata idea di freschezza dell'alito e in parte, subliminalmente, forse, rende, con ironia graffiante e irriverente, il problema. Quanti/e di Voi hanno baciato un/a ragazzo/a, su questa evenienza sono bipartizan, magari con gli occhietti chiusi, però a causa del loro alito, per il quale, a volte, non basterebbe neppure un deodorante solido per interni, hanno avuto la fresca ma sgradevolissima sensazione di baciare un WC poco pulito?
 

L'accoppiata peto-alito, come immagine, la vedo un pò infelice però molto ironica, irriverente e divertente e, soprattutto, non scandalizzante.
 Forse, magari, avrebbero dovuto creare, cambiando target e prodotto, una chewing-gum che purificasse e deodorasse i peti, sai che successo avrebbe?? Pubblicizzato in questo modo, con questa video, forse, ci starebbe bene. Voi che ne dite? Lasciate un vostro commento, una traccia del vostro passaggio.... Create il permalink (cliccare il nome dell'intervento, in alto a dx, sul Blog). E' il solo modo, in questo blog, per lasciare commenti.

 

 Ieri l'Antefatto: "Il filmato dell'orsetto Knut salvo, ma è già polemica"

 

(cliccare sulle foto per ingrandirle) La mamma lo ha dato alla luce assieme a un fratellino ma poi li ha ignorati mentre le autorità dello zoo lo hanno salvato. Si prevede che il piccolo comparirà in pubblico per la prima volta (finora ha solo posato per i fotografi) entro la settimana prossima

 

 

 

Ieri l'Antefatto: "L'orsetto Knut è salvo ma è già polemica"

 

 

Sta commuovendo la Germania e le sue foto sono su tutti i media, ma il piccolo Knut sta anche suscitando le polemiche degli animalisti tedeschi. Knut è un cucciolo di orso polare, nato lo scorso dicembre allo zoo di Berlino. La mamma lo ha dato alla luce assieme a un fratellino ma poi li ha ignorati. L’altro cucciolo è morto; le autorità dello zoo hanno deciso di intervenire per allevarlo, un pò per compassione, un pò per salvare un esemplare di una specie rara.

 

Ma il piccolo Knut (peso alla nascita, 8,7 chili) secondo un attivista per i diritti umani avrebbe dovuto essere soppresso con una iniezione; sarebbe stato più rispettoso. "L’allevamento a mano non è adeguato alla specie, è una violazione delle leggi che proteggono gli animali" tuona l’animalista Frank Albrecht intervistato dal quotidiano Bild, che ha seguito la crescita del cucciolone. "Lo zoo deve ucciderlo". In verità, poi Albrecht ha parzialmente ritrattato. Lo zoo avrebbe dovuto lasciarlo morire: "allo stato naturale, sarebbe morto". Un caso simile è avvenuto in dicembre allo zoo di Lipsia e quel cucciolo fu soppresso subito. Ma ora che è in grado di nutrirsi da solo, uccidere Knut sarebbe altrettanto sbagliato.

Ci sono altri politici e animalisti più clementi. «Uccidere un animale non ha niente a che vedere con la protezione animal» dice Wolfgang Apel, a capo della federazione tedesca per la protezione degli animali. La politica verde Undine Kurth considera "inaccettabile" l’idea dell’eutanasia e Petra Pau, della Linkpartei (partito della sinistra), ricorda seccamente la tragica fine di Bruno, l’orso italiano che vagabondando nelle Alpi ebbe la sventura di passare il confine, e fu ucciso dai cacciatori bavaresi col consenso delle autorità preoccupate per il bestiame. "Berlino non è la Baviera. Knut sarà più fortunato di Bruno".

Altri animalisti si preoccupano per il futuro del cucciolo. "Non si può fare un animale da compagnia di un animale selvatico" commenta Ruediger Schmiedel, a capo della Fondazione degli Orsi.

Poi ci sono le opinioni dei veterinari dello zoo. Andre Schuele, che si occupa del cucciolo, scrolla le spalle. Il clamore sul caso, dice, "mi fa rabbia, Ma non vanno prese sul serio. Gli orsi polari rischiano l’estinzione. Un orsetto allevato col biberon potrà crescere e magari fecondare femmine in altri zoo". E intanto prevede che il piccolo comparirà in pubblico per la prima volta (finora ha solo posato per i fotografi) entro la settimana prossima. Fino allora, possiamo contentarci delle foto sul sito dello zoo: dove Knut beve dal biberon, fa il bagno, e gioca con palloni e orsacchiotti di peluche, forniti dai guardiani inteneriti.

 

 

Oggi: "Debutto in società per Knut"
 

Centinaia di fotografi e giornalisti da tutto il mondo per immortalare la prima uscita in pubblico dell'orsetto polare più famoso del mondo